[chamberlain] adesso che ha vinto possiamo finalmente dirlo: pisapia ha fatto una campagna elettorale perfetta, mentre gli altri ne sbagliavano una dietro l’altra. possiamo dire che prendere a calci nel culo l’arcivescovo di milano, attraverso le pagine di un quotidiano di riferimento, non è il modo migliore per riguadagnare i voti persi; che quando si vince, non si capisce perché, si vince ancora di più e meglio, come se la fortuna avesse scelto da che parte stare – l’arcobaleno in piazza duomo durante il concerto, nemmeno frank capra – e si capiva che questi non sapevano più nemmeno loro come rimettere in piedi la baracca, e si aveva come l’impressione che quello che un anno fa avrebbe riempito le piazze di bandiere e striscioni gli si ritorcesse contro, li avvolgesse come un sudario, senza che questi sapessero cosa fare.
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